Il saluto dell'autore.
Benvenuti nel sito di un Auto-editore! Qui potrete scegliere
fra libri e racconti gialli, thriller, di spionaggio e
racconti satira. Questi ultimi sono rivolti alla societa'
nella quale viviamo, cioe' quella del cosi' detto mondo
occidentale, variamente tinteggiata di americanismo.
Perche' Auto-editore? Perche' sono orgoglioso ed
indipendente. Gli e-books mi sono sembrati una scelta
ovvia.
E poi voglio vedere se funziona l'edizione in rete.
Cosi', eccoci qua! Tutti gli e-books, cioe' tutti i
libri e tutti i racconti di questo sito possono essere
"scaricati" (downloaded) e letti irrimediabilmente
gratis, prima di tutto perche' il mio obiettivo principale
e' di essere letto ed il secondo di evitare l'irresistibile
oppressione fiscale.
Gialli, thriller, spionaggio, avventure, satira. Questi i
generi.
e'
comunque "fiction". Cerchiamo pero' di chiarirci le idee.
Solo dopo che ho iniziato a scrivere mi sono accorto che i
gialli si distinguono dai thriller per il fatto che nei
primi i protagonisti buoni non corrono costantemente il
pericolo di essere ammazzati, come avviene invece nei
secondi.
Dire che i gialli sono caratterizzati dall'esistenza di un
enigma o di un mistero non chiarisce niente, perche' piu' o
meno dichiaratamente, piu' o meno sottilmente ogni racconto
e' sotteso da un complesso di incognite che possono essere
raggruppate in enigmi e misteri; qualsiasi racconto. Perfino
un articolo scientifico puo' essere scritto in modo da
creare una suspence, in quanto e' a tutti gli effetti
la spiegazione di un mistero o la descrizione di “come si
fa” a fare qualcosa o a realizzare una nuova (e quindi
misteriosa) tecnologia.
Come potrete vedere nella fiction “Amun” gli eroi della
storia sono continuamente sotto il tiro dei cattivi. “Amun”
e' un thriller, ma puo' essere annoverato fra i romanzi di
spionaggio perche' gli eroi sono agenti segreti e viene
coinvolta anche la CIA. e' pure un techno-thriller e
per alcuni versi anche un racconto di fantascienza del
genere “light”, per il fatto di basarsi sull'esistenza di
una fantastica tecnologia al confine col possibile, qualcosa
che potrebbe essere vera ma che ancora non lo e'. Nel caso
specifico la magia tecnologica e' escogitata da un
personaggio cui piace “usurpare” la mente altrui,
naturalmente non per vendergli delle figurine! Ottimo
soggetto da film, fra l'altro.
Ne “L'Orologiaio Russo”, thriller che ho definito
“moderatamente brillante”, vi sono eroi per caso come pure
dei professionisti. I giovani eroi protagonisti, che sono
si' un po' per caso, ma un po' anche per la loro smania di
ficcanasare qua e la', sono perseguitati da uno strano e
misterioso individuo, subiscono vari tentativi di essere
eliminati dal gioco e finiscono per trovarsi come dei
fuscelli in una tempesta... ma poi viene anche per loro il
momento di far vedere i sorci verdi a chi di dovere. Ma
attenzione, svelato il mistero il racconto non finisce.
Continua per tutta la durata di una caccia fra sommergibili
sotto la calotta polare fino ad un epilogo enigmatico.
Naturalmente anche questo racconto si presta ad essere
soggetto per un film. Lo dico perche' se per caso qualche
regista o produttore capitasse su questo sito...
Con i due romanzi suddetti ho anche cercato di farvi
risparmiare in viaggi e crociere in terre lontane. Leggendo,
e con un pizzico d'immaginazione, potrete respirare
atmosfere esotiche, addentrarvi ed avere avventure in
paesaggi da favola.
“Inganno” e' un giallo puro. Potrebbe essere anche soggetto
per sceneggiati TV in 2 - 4 puntate. Diciamo che si svolge
sul filo di una storia d'amore, ma nella sua essenza rimane
un giallo, perche' c'e' un delitto, anzi dei delitti. Vedete
un po' se sono riuscito a mantenere il mistero fino in
fondo. Non e' facile, anche perche' non potevo certo non
seminare degli indizi di qua e di la', altrimenti il lettore
mi avrebbe mandato a spigolare in meno di una manciata di
pagine.
Gli appassionati dei gialli lo sanno bene che il gioco che
si svolge fra l'assassino e chi lo vuole smascherare non e'
altro che una trasposizione del gioco che si instaura fra
l'autore ed il lettore. Si tratta di un gioco sottile che
appare totalmente in mano all'autore, ma non e' vero. |
L'autore di un giallo non puo' fregare il lettore, non
sarebbe sano di mente. Puo' cercare di batterlo, nel senso
che fra l'autore di un giallo ed il lettore vale una
scommessa che potrebbe suonare cosi':
Io, autore, scommetto che tu lettore non indovinerai chi e'
l'assassino, ne' scoprirai l'enigma, o comunque come sono
andate le cose, ma dovro' dirtelo io alla fine del racconto.
Il lettore di un giallo scommette ovviamente di riuscire a
scoprire come e' avvenuto il delitto o comunque il mistero
prima che glielo dica l'autore. Sembra semplice, ma non lo
e'. L'autore di un giallo deve cospargere il racconto di
indizi, anzi deve fornire tutti gli indizi necessari e
sufficienti per scoprire chi ha commesso gli assassini
altrimenti la scommessa non ha valore. Naturalmente li deve
camuffare da fatti o casuali o facenti parte di una logica
alternativa a quella che conduce alla soluzione, in modo da
non apparire come delle vere e proprie informazioni. Non ci
puo' certo mettere sopra il cartello: “Nota bene, questo e'
un indizio”... anche perche' il lettore se ne offenderebbe.
Il lettore, dal canto suo, deve decrittare la realta'
costruita nella fiction, intuire il modo di pensare
dell'autore e batterlo d'un soffio sul traguardo costituito
dalle ultime pagine nelle quali viene detto come e perche'
sono avvenuti i delitti e dove si svelano tutti i misteri
del racconto. Una cosa pero' accomuna l'autore del romanzo
giallo all'appassionato lettore ed e' che ambedue si
augurano che la scoperta della verita' avvenga poco prima
della fine e non per esempio a meta' racconto, altrimenti
c'e' da farsi restituire i soldi.
Ora, nel caso nostro, siccome il tutto e' gratis, non c'e'
che da mandare una e-mail all'autore per dirgli che e' stato
troppo ingenuo ed ha fallito la meta. Magari sarebbe carino
spiegargli anche perche', infatti costui ce l'ha messa tutta
ed e' ansioso di migliorare ed imparare sempre di piu' come
si gioca questa sottile ed entusiasmante partita fra lui ed
il Lettore Sconosciuto.
Tenete pero' presente una cosa: io non sono come quel mio
amico che diceva a tutti: “Odio le critiche, specie se
costruttive!”
Non sono affatto come lui. Vi dico soltanto: segnalatemi i
giudizi positivi e profondetevi senza ritegno in lodi
sperticate. In ultimo, cercate vagamente di ricordare che
sara' gradito, a denti stretti, un qualsiasi altro vostro
giudizio, se poi e' motivato... vedremo!
Tornando alla suspence, si potrebbe pensare che sia
specifica dei gialli e dei thriller, ma puo' essere stoffa
di qualsiasi racconto. In “Lei.exe” ho cercato di fare
suspence sul filo di uno strana storia d'amore,
leggermente sull'orlo della fantascienza, ma a giudicare da
come vanno le cose oggi si potrebbe anche definirlo
sull'orlo del possibile. Anche in quel racconto spero di
essere riuscito a mantenere il mistero su quale sara' lo
sbocco finale, fin quasi in fondo. Ah! Non e' sufficiente
intuire un possibile finale; se si vuole vincere la
scommessa con l'autore, bisogna affermare che il finale
sara' cosi' e cosi', come e perche'. Non ce la si puo'
cavare con un semplice “potrebbe essere...”, chiaro?
Troverete anche qualche racconto breve... non sono una mia
specialita'. A me piace dilungarmi un po'. Ho inoltre
iniziato una serie... almeno lo spero, di quelli che ho
definito “i gialli maremmani”. Passo le mie vacanze nella
Maremma grossetana e mi sono piaciute le persone ed i
luoghi. Allora ci ho inviato i miei eroi, che sono poi gli
stessi de “L'Orologiaio Russo” e dei racconti brevi. Due
ragazzi simpatici, mi dicono degli amici lettori... per
farmi contento. “I gialli maremmani” potrebbero prestarsi a
formare un soggetto per sceneggiati TV tipo serial... se mi
riesce di portare avanti la collana.
Quanto ai racconti satirici speriamo che vi facciano almeno
sorridere. Io mi sono divertito un mucchio a scriverli. A
dire il vero certa satira fa anche venir voglia di piangere
perche' ridendo e scherzando non traccia una bella immagine
della societa' ne' talvolta dell'uomo in quanto anthropos.
Certa satira come ho cercato di fare io dovrebbe anche
indurre a riflettere un tantino... sempre mantenendosi
comunque sul leggero e non incorrere in nessun modo nella
disperazione.
Buon divertimento!Vittorio Di Stefano |